Ma chi sono questi Varechina Loredana?

Blogger: varechinaloredana
Nome: Varechina Loredana
LADIES AND GENTLEMEN, THE ICHTHYIC ROCK IS READY!!! The absurd band from Ripatransone (Ap) offers his very personal "ichthyic rock". A line-up who went under many changes. Pain is an enemy for many, but not for them 'cause they know how to turn pain into a form of art. This generation discontent feeds the sound of the VARECHINA, an acoustic and deceptive sound. Varechina Loredana: everything started back in 2001. From the crack within some local bands the Varechina Loredana arised. Blues lovers, forrmer crap punk music makers, bloody messy a la John Zorn, obsessed by sampling and mocking, deeply in love with liturgical chants and processions, cabaret and theatre. It doesn't exist an exact term to describe their music, let's say their secret is to be very badly-matched from the very start. The VL were taking part to various national competitions for emerging bands: third place in ALTRISUONI 2002; Critics Awards and Best Drummer in ACQUAVIVA ROCK 2002 (Ap); Finalists of the competition New Generation in Castelfidardo (An) in 2002; Winners of the Sound Good Festival 2002. In Sotterranea 2003 they won the Award for the Originality, Best Percussionist and Best Keyboarder; Third place in USELESS MACHINE 2003 – S. Maria Goretti in Offida (Ap); Second place in Sound 2004. First place in ALTRISUONI 2004; Semifinalists REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Even TG3 Marche with the TV programme Jang Pipol dealt with the Varechina interviewing them widely. From 2006 on, sailing to the Ichthyic Rock and leaving behind any punk influence, they are performing with a brand new line-up. In 2007 their first cd, entitled "Live in Studio", came out. During 2007 VL takes part in a compilation filled by the TG3 (Italian Television) named Iang Pipol with the song "Mc Coy". Right now they are touring all around in Marche. _________________________ L'assurda band del medio_adriatico (Ripatransone,Ascoli Piceno),propone il suo personalissimo "rock ittico". Una formazione che ha subito notevoli mutamenti. La sofferenza è per molti ostile, ma non per noi che abbiamo saputo fare della nostra sofferenza una forma d'arte. Di questo malcontento generazionale vive il suono dei VARECHINA, acustico e fuorviante. Varechina Loredana: tutto accade nel 2001. Dalla spaccatura creatasi da alcuni gruppi locali, nascono i Varechina Loredana. Amanti del blues, ex_punkettari da strapazzo, casinari alla John Zorn, fissati per i campionamenti e gli sberleffi, amanti dei canti liturgici e delle processioni, del cabaret e del teatro. Non abbiamo un termine preciso per definire la nostra musica, diciamo piuttosto che il nostro segreto è stato quello di essere stati male assorti sin dall’inizio. Tra le varie rassegne musicali emergenti nazionali i VL hanno partecipato: Terzo posto ad ALTRISUONI 2002. Premio della Critica e miglior batterista ad AQUAVIVA ROCK 2002 (Ap). Finalisti de il concorso “New Generation” a Castelfidardo (An) nel 2002. Vincitori del Sound Good Festival 2002. A Sotterranea 2003 sono stati vincitori de il Premio per l’Originalità, miglior percussionista, miglior tastierista. Terzo posto a USELESS MACHINE 2003 - S. Maria Goretti di Offida (Ap). Secondo posto al Sound Good Festival 2003. Secondo posto ad ALTRISUONI 2004. Secondo posto a SOTTERRANEA 2004. Primo posto al Sound Good Festival 2004. Anche il TG3 Marche con il programma “JANG PIPOL”, si è occupato dei Varechina intervistandoli lungamente. Semifinalisti REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Dal 2006 virando per il Rock Ittico e lasciandosi alle spalle refusi punk,si esibiscono con una nuova formazione. Nel 2007 esce il primo cd dei VL intitolato "Live in Studio".Sempre nello stesso anno,il brano "Mc Coy" è inserito nella compilation Iang Pipol a cura del TG3 Marche;una selezione delle migliori band emergenti della regione.Sta per uscire il disco solista di Wallace intitolato "Clamorosamente". I VL hanno suonato e stanno suonando in giro per le Marche.

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mi sono masturbato *loading* volte

giovedì, 27 luglio 2006
I VARECHINA NON SBIADISCONO WALLACE

 

Leggo un copione gia scritto nella storia: ogni volta che qualcuno cade si fa male e la colpa è sempre di chi resta in piedi. Quindi in considerazione di quanto ho letto sinora,devo prevedere per i prossimi mesi la spropositata quanto inutile sagra della commiserazione.

A pensarci bene i VL non erano certo nati per generare tutto questo; a me sembra che il sottoscritto, in tutti questi anni, abbia cercato:

 

a dissuadervi da qualsiasi uso di droghe o alcool, prendendosi in prima persona la responsabilità di quanto accadeva e rischiando pure grosso;

 

di costruire un gruppo affiatato di persone coscienti di avere un solo desiderio,il piacere della musica;

 

a fornire aiuto economico caricandosi le spese maggiori e di trasporto;

 

di difendervi in ogni occasione, ma grazie ai vostri amici mi sono beccato anche l’appellativo di ladro;

 

di ascoltare l’altrui pensiero elaborando insieme le strategie ed i progetti.

 

 

Ma tutti questi sforzi sono stati vanificati e quel poco che si è riuscito a fare o si è dimenticato oppure adesso e troppo tardi per citarlo a mia difesa.

 

Altresì ho constatato mio malgrado:

 

la continua insofferenza alla maggior parte dei progetti realizzati o realizzati solo in parte;

 

il menefreghismo cronico che nasceva dalla sicurezza che vi dava il sottoscritto;

 

il totale disinteresse alla realizzazione di un futuro per la band;

 

l’assoluta incapacità di comunicarmi la vostra insoddisfazione;

 

il sottile piacere di alcuni, nel vedere il sottoscritto, fallire nei propri intenti personali e globali.

 

 

Eppure mi sono divertito,con voi sono stato bene malgrado tutto. Vi invito a riflettere sul tempo speso per i VL e capire quanto vi siete persi,quanto vi perderete, quanto vi dispiacerà che tutto questo non ci sarà piu.

 

Per chi non lo avesse ancora  capito, per me i VL rappresentano una ragione di vita. Ed io voglio vivere piu a lungo possibile e voglio vivere bene. E voglio divertirmi,finché potrò, finche riuscirò a campare in questo mondo di merda. Anch’io ho pagato il conto con il mio destino.

 

E sapere che esistono altri musicisti che stravedono per partecipare al progetto VL, vi può solo rendere orgogliosi. E non c’è niente di male che accada tutto questo, perché come sempre ho sostenuto fin quando si è provato a Ripatransone, ”che la porta è aperta a tutti quelli che vogliono fare musica per i VL”. Mi sembra che non ho mai negato a nessuno di esprimersi. Però_give today, give tomorrow, uno si rompe le scatole.

Vi invito a non produrre menzogne sull’accaduto: i VL non si sono sciolti,hanno cambiato rotta.

Stanno cercando un futuro a chi il futuro glielo ha negato.

E non sarebbe stato possibile continuare cosi, avete fatto passare mesi di silenzio e adesso vi fate tirare il culo: non copritevi di ridicolo.

 

Possiamo fare a gara di parole, ma credo che non serva. Preferisco vedervi realizzati in altri programmi.

 

Lunga vita e prosperità.

 

 

Postato da: varechinaloredana a 13:29 | link | commenti (15) |

martedì, 25 luglio 2006
..a proposito di merda (parte 2)....

...non è mica facile lavorare tutti i giorni fianco a fianco con un coglione come il presidente,cmq è la dimostrazione che il nero va di moda!

Raramente si è assistito a un coro così unanime sulla stampa internazionale e nei commenti di addetti ai lavori ed esperti: la missione del nuovo segretario di Stato americano Condoleeza Rice ha conseguito uno straordinario successo di immagine e di sostanza. Lo ha conseguito nei limiti di una iniziativa che aveva comunque lo scopo di preparare il terreno per l'imminente e forse storica visita di Bush alle roccaforti brussellesi dell'europeismo, nella loro duplice manifestazione atlantica (a Evere) e comunitaria (a Palazzo Berleymont). Rice aveva il compito di "rompere il ghiaccio"con gli europei, come è stato detto. E' andata ben oltre. Lo ha liquefatto completamente.

Indipendentemente dai risultati politici degli incontri, che tutto sommato al di là dei toni hanno ribadito sia concordanze che divergenze, il nuovo segretario di Stato ha conquistato tutti gli interlocutori con i quali è venuta a contatto, concordi nel riconoscerle doti non comuni di carattere, una preparazione impeccabile e una visione chiara e coerente del ruolo del suo paese nel mondo, in particolare nell'ambito dei rapporti con i suoi tradizionali alleati d'oltreatlantico. Se i tempi erano sicuramente maturi per una riconciliazione euro-americana, dopo le ruvidezze che hanno preceduto e accompagnato la guerra irachena - entrambe le parti non aspettavano altro che un momento favorevole per renderlo noto urbi et orbi - il carisma e la personalità di Condoleeza Rice hanno giocato un ruolo assai significativo.

In un forcing di dieci giorni veramente straordinario, che evoca quelli memorabili di Kissinger, sono stati toccati dieci paesi, incontrati sei capi di Stato e di governo, due vicari tempoeanei e i massimi responsabili delle organizzazioni multinazionali basate in Europa: Nato e Ue. La Rice ha affrontato direttamente o indirettamente le maggiori questioni strategiche che dominano la scena internazionale, sia visitando luoghi e leader - come ha fatto in Egitto, Israele, Palestina, Parigi e Bruxelles - sia parlandone in modo esauriente e schietto con personaggi politici, media e milieu culturali.

Particolarmente rilevante, sotto quest'ultimo aspetto, il discorso sullo stato del mondo e dei rapporti transatlantici che il segretario di Stato ha tenuto a Parigi davanti a una platea di studiosi e studenti di scienze politiche, alla presenza di un ex presidente della Repubblica (Giscard D'Estaing) e di vari ex ministri. Condoleeza Rice ha esposto in modo eloquente la visione politica della nuova amministrazione americana, basata com'è noto sulla "proliferazione della libertà", e ha enfatizzato il destino comune delle componenti storiche della comunità atlantica, sigillando definitivamente le metaforiche ferite che le due si sono reciprocamente inferte sull'Iraq. I francesi sono stati impressionati dallo sfoggio di cultura, intelligenza e temperamento dell'oratrice, anche se un diplomatico presente ha celiato molto gallicamente sul fatto che la dirigenza americana dovrebbe porre al centro dei suoi auspicati rapporti con i cugini europei non solo la libertà, ma anche la "fraternità e l'eguaglianza".

Un altro momento clou della missione è stato il riconoscimento formale del processo di unificazione europea, che ha espresso in diverse occasioni con accenti mai azzardati da responsabili di governo statunitensi. Rice ha parlato di "plauso al tentativo europeo di forgiare una politica estera comune", di "positività" dell'unificazione, del "potente supporto dell'America alla fusione in corso nel Vecchio Continente", di "identità di interessi" fra la nuova Europa e gli Usa, addirittura di "favore dell'amministazione Bush verso un'integrazione Ue più accentuata". Ha evidenziato sia i punti di accordo completo fra americani ed europei sia quelli sui quali divergono le valutazioni tattiche (ma tutto sommato non gli obbiettivi di fondo, come è risultato evidente).

Tra i primi innanzitutto la Nato - da considerarsi non più un gendarme internazionale ma un cruciale baluardo della libertà nel mondo - che si è messa definitivamente alle spalle le acrimonie della vicenda irachena, come risulta anche dalla circostanza altamente simbolica che nello stesso periodo della missione Rice si è svolta a Nizza una riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza, per la prima volta in terra di Francia da ventidue anni. Da oggetto di divisione l'Iraq è passato ad essere un argomento di sempre maggiore convergenza. Tutti i paesi membri hanno deciso di impegnarsi direttamente nella sua ricostruzione, seppure con differenti modalità. La preparazione di quadri di polizia ed esercito costituisce la priorità assoluta, e la Nato vorrebbe addestrare almeno mille ufficiali all'anno. Vi partecipano ormai anche i critici di un tempo: Francia e Germania. La prima nel Qatar, la seconda negli Emirati Arabi Uniti.

L'Afghanistan si è confermato come il più importante e concorde impegno Nato di questi anni, con un'imminente estensione della giurisdizione di Isaf dalle attuali sette province ad altre, prossime al delicato confine con l'Iran. Dopo i recenti accordi di Sharm el Sheik anche la questione israelo-palestinese trova consenzienti europei e americani. Si comincia a parlare di un coinvolgimento Nato a Gaza, nell'inevitabile peakekeeping che seguirà il ritiro israeliano. Infine, nella success story dell'Alleanza (gli incoercibili Balcani) si sta assistendo a un progressivo passaggio di consegne fra i peace-enforcer Atlantici e i recentissimi peace-keeper Ue. Potrebbe essere un'anticipazione di altri futuri.

Le discrepanze riguardano essenzialmente l'Iran proliferativo, nei confronti del quale gli europei privilegiano la carota e gli americani fanno balenare con sempre maggiore insistenza il bastone, nel comune tentativo di evitare la nuclearizzazione dell'area strategicamente più cruciale del pianeta. La Rice ha esplicitamente ribadito che gli Stati Uniti non consentiranno a Teheran di replicare l'esperienza nordcoreana: "No Way". Non si tengono centinaia di bombardieri pesanti - e invisibili - nel proprio inventario per lasciare che la megalomania di una fanatica oligarchia mandi in rovina il pianeta. Se il tentativo E3 avrà successo, ci sarà una happy end, ma se non sarà così, e gli ayatollah dovessero perseverare nella avventura atomica di questi anni, occorre prepararsi all'ipotesi peggiore.

Si tratta di una eventualità che il presidente iraniano Khatami ha prontamente confermato come molto plausibile nel momento meno opportuno per il suo paese, minacciando fuoco e fiamme agli antiproliferatori americani proprio mentre la Rice ricuciva con gli europei. Il segretario di Stato ha invitato i suoi interlocutori - nell'unico balenio rumsfeldiano della missione - a chiarire bene agli iraniani cosa rischiano alimentando lo pseudo ricatto nucleare che stanno portando avanti, che risulta estremamente pericoloso per tutti ma innanzitutto per loro.

Sulla Cina è stata ribadita la contrarietà statunitense a forniture militari europee di alta tecnologia militare, precisando - sotto le righe e anche sopra - che la vexata quaestio riguarda, più che lo scolorito memento di Tienammen al quale non crede più nessuno, la difesa di Taiwan e il messaggio di via libera all'invasione dell'isola che la dirigenza cinese è opportuno non riceva dagli europei Bruxelles ha replicato che comprende e che cercherà di dotarsi di un "codice di condotta" deontologico specifico per la Cina, che tenga conto delle preoccupazioni statunitensi. Si può essere fiduciosi che ciò avverrà, data la freddezza della Commissione europea verso le cose militari, storicamente acclarata. Se si tratta di emanare restrizioni alla vendita delle armi, gli europei non sono secondi a nessuno. Più che di questi ultimi, gli americani dovrebbero preoccuparsi dei loro amici israeliani, che forniscono elettronica sofisticata a Pechino senza alcuna reprimenda, ad eccezione del caso del velivolo da scoperta radar lontana Phalcon la cui vendita fu bloccata da Washigton qualche anno fa.

Fra Stati Uniti ed europei rimangono infine i dissapori sui temi ecologici ed etici, ossia il rifiuto americano di riconoscere al giurisdizione della Corte criminale internazionale sui propri soldati impegnati in missioni all'estero e quello di aderire al trattato di Kyoto. Si tratta di contrasti autentici, ma non di tale valenza da incrinare un sodalizio che si sta riconfermando come strategico e fondamentale sia per l'Europa sia per gli Stati Uniti. Un sodalizio che molti consideravano scontato anche nei momenti di maggior contrasto, data la complessità e la serietà dei problemi che l'Occidente deve affrontare. Si tratta di questioni gigantesche, che impongono una comunità di intenti e di sforzi fra coloro che sono in grado di affrontarle con maggiori probabilità di successo, nel loro interesse, ma soprattutto in quello di tutti gli abitanti di questo pianeta.

La missione di Condoleeza Rice ha rappresentato un rilevante progresso in tale direzione. A questo punto, il presidente Bush non deve far altro che attraversare l'Atlantico e chiudere l'argomento, speriamo definitivamente.

Questo è quello che si diceva di lei un anno fà.

Postato da: varechinaloredana a 18:33 | link | commenti (1) |

...a proposito di merda...

...eccola qui l’ingovernabile scena locale musicale di San Benedetto del Tronto,orfana di Miss Italia, divisa tra punk_fighetti e folk proto_comunisti. Per quanto mi riguarda provo tenerezza per gli sparuti metallari,abituati a sparare su tutto e a tutti. Una volta la musica era terapia di vita. Andavi in giro per sentirti parte di un movimento pensante. Adesso invece, queste enormi masse di giovani clonati a se stessi , si spostano cercando di dare il meglio di se: intanto ti faccio vedere quanto stò male, che con il mio malessere rimorchio di brutto. Infatti il binomio sofferenza_figa pare che attiri ancora tanto. Pensa quanto si è abbassato il livello culturale dell'approccio!

D’altro canto anche la politica sarà presto sovvertita dal potere mediatico della televisione.

Quando non basteranno piu i soldi, ci metteremo tutti davanti alle nostre webcam a masturbarci.

 

Quindi buone pippe (mentali) a tutti.

Wallace dei VL

 

Postato da: varechinaloredana a 18:14 | link | commenti (11) |

domenica, 23 luglio 2006
Pochi i figli italiani che, anche se single, vivono soli. La famiglia italiana sarebbe possessiva,ma ha sempre il frigo pieno

IL FENOMENO HA PROPORZIONI GIGANTESCHE TRA I SINGLE DI ASCOLI PICENO

foto intervento

Italiani mammoni? Si ma educati ad hoc


"Il prezzo che i giovani italiani


si trovano a pagare è una scarsa indipendenza e, a lungo termine, poca soddisfazione nella vita. In conclusione, riteniamo che i genitori italiani si sforzino molto per farsi amare dalla loro prole, ma in un certo senso comprano questo amore in cambio dell'indipendenza dei figli", hanno concluso i ricercatori.
da genitori 'possessivi'. Questo quanto sostengono due economisti italiani e ricercatori all'estero.  Uno, Marco Manacorda, lavora a Londra e l'altro, Enrico Moretti, a San Francisco. Secondo un loro studio pubblicato sulla rivista Centrepiece sarebbero infatti i genitori italiani, a differenza di quelli anglosassoni, a convincere i figli a vivere con loro corrompendoli con favori e soldi. Secondo le statistiche infatti i giovani fra i 18 e i 30 anni che abitano ancora in famiglia sarebbero il 40% dei giovani americani, il 50% degli inglesi e ben l'80% degli italiani.



Postato da: varechinaloredana a 08:48 | link | commenti (6) |

giovedì, 20 luglio 2006
Un artista globale

Pete Townshend

Anima musicale e motore propulsivo degli Who, artista poliedrico ed instancabile che ha innovato i moduli della chitarra ritmica e “inventato” l’opera rock avventurandosi tra i primi sul terreno delle commistioni multimediali tra musica, teatro e cinema, il londinese Pete Townshend (1949) muove i primi passi da solista sulla spinta della conversione agli insegnamenti del guru indiano Meher Baba. E’ il 1972, proprio nel bel mezzo del periodo di massima “grandeur”degli Who, tra “Tommy” e “Quadrophenia”: nulla di più distante dai contenuti mistici ed intimisti di WHO CAME FIRST, prima opera in proprio che rielabora, in versione spartana ed acustica, scampoli dell’abortito progetto LIFEHOUSE, e che il chitarrista pubblica quasi controvoglia dopo che i primi due album devozionali dedicati al Baba e pubblicati in tiratura limitata erano andati a ruba tra i fan alimentando un florido mercato pirata. Passano cinque anni prima che Townshend si prenda una nuova pausa dalla sua vita di rockstar per licenziare ROUGH MIX, progetto volutamente giocato in tono minore e che lo vede condividere i crediti con un altro musicista rock in cerca di nutrimento spirituale, il chitarrista dei Faces Ronnie Lane. Ma è con EMPTY GLASS, nel 1980, che la carriera solista di Townshend ha effettivamente inizio, in parallelo al dissolvimento progressivo degli Who. Il disco, in cui l’autore di “My generation” affronta con franchezza e slancio poetico i fantasmi che ne tormentano in quel tempo l’esistenza (la morte di Keith Moon, l’alcolismo, il rapporto conflittuale con la moglie) è un trionfo artistico ed un successo commerciale che trascina Pete nelle classifiche di vendita americane con il singolo “Let my love open the door”. Con WHITE CITY (1985), Townshend ha modo di recuperare uno dei suoi moduli compositivi preferiti, il “concept album” in cui le canzoni si intrecciano su un canovaccio comune, e torna a calcare i palchi in grande stile in compagnia dei Deep End, spettacolare big band a cui si aggrega anche Dave Gilmour dei Pink Floyd. L’inclinazione per il rock “teatrale” si dipana ulteriormente con i progetti successivi, THE IRON MAN (un musical fantascientico basato su una novella per bambini di Ted Hughes, a cui collaborano anche Roger Daltrey e John Entwistle) e PSYCHODERELICT, racconto a tinte autobiografiche su splendori e miserie (soprattutto) di una rock star che il musicista porta anche in concerto. Gli anni più recenti vedono Townhsend dividere il suo tempo tra sporadici “benefit” dal vivo (da solo o con gli Who, vedi il recente “Concert for New York City” organizzato da Paul McCartney) e, soprattutto, la sistemazione del suo archivio storico: il progetto più ambizioso riguarda il recupero della rock opera LIFEHOUSE, che l’autore ha finalmente pubblicato in versione integrale nel febbraio del 2000 sotto forma di box di 6 CD, aggiungendo alle registrazioni originali nuove composizioni nonché i contenuti di un radiodramma andato in onda per la Bbc nel dicembre dell’anno precedente.
DISCOGRAFIA ESSENZIALE


WHO CAME FIRST – 1972, Track
ROUGH MIX (CON RONNIE LANE) – 1977, Polydor
EMPTY GLASS – 1980, Atlantic
ALL THE BEST COWBOYS HAVE CHINESE EYES – 1982, Atlantic
SCOOP – 1983, Atlantic
WHITE CITY: A NOVEL – 1985, Atco
PETE TOWNSHEND’S DEEP END LIVE! – 1986, Atco
ANOTHER SCOOP – 1987, Atlantic
THE IRON MAN – 1989, Atlantic
PSYCHODERELICT – 1993, Atlantic
COOLWALKINGSMOOTHTALKINGSTRAIGHTSMOKINGFIRESTOKING – THE BEST OF PETE TOWNSHEND - 1996, Atlantic
PETE TOWNSHEND LIVE: A BENEFIT FOR MARYVILLE ACADEMY – 1999, Platinum Entertainment
THE LIFEHOUSE CHRONICLES – 2000, Eel Pie
LIFEHOUSE ELEMENTS – 2000, Eel Pie
LIVE: THE FILLMORE 1996 – 2000, Eel Pie
LIVE: THE EMPIRE 1998 – 2000, Eel Pie
LIVE: SADLER’S WELLS 2000 – 2000, Eel Pie
JAI BABA – 2001, Eel Pie
O’ PARVARDIGAR – 2001, Eel Pie
THE OCEANIC CONCERTS (CON RAPHAEL RUDD) – 2001, Rhino
SCOOP 3 – 2001, Eel Pie
LIVE: LA JOLLA PLAYHOUSE, 22nd JUNE 2001 – 2001, Eel Pie
LIVE: LA JOLLA PLAYHOUSE, 23rd JUNE 2001 – 2001, Eel Pie

Postato da: varechinaloredana a 14:05 | link | commenti |

sabato, 15 luglio 2006
SUMMER OF LOVE 2006

“Summer of love” diventa biennale
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Esibizione di gruppi musicali il 4 e 5 agosto, con riprese video di “Nuova Tvp”, alla sua prima uscita


Dopo il successo del concerto “Summer of love” che si è svolto il 7 agosto 2004 presso lo chalet “da Luigi” con l’esibizione di band musicali formate dai “giovani ragazzi” dei primi anni ’70, la manifestazione diventa biennale, a cura dell’associazione senza fini di lucro “Musica è vita”, appositamente costituita nel 2005 da Tonino Camiscioni, Peppe Capriotti e Arturo Ercole. La rassegna gode del patrocinio del Comune di San Benedetto, del contributo della Confesercenti e della partecipazione dell’Assoartisti.

L’edizione 2006 di “Summer of love” si svolgerà venerdì 4 e sabato 5 agosto per tutta la notte a partire dalle 20 nell’area dell’ex galoppatoio. Il venerdì si esibiranno giovani gruppi emergenti della zona, il sabato storiche band locali che si riuniscono per l’occasione, compresi tre gruppi di Ascoli. A questo proposito gli organizzatori tengono a sottolineare il valore aggregante della musica e il superamento dei campanilismi che essa permette oggi come già avveniva trent’anni fa.

In una zona dell’area in cui si svolgono le due serate verranno sistemati tavoli e sedie, e sarà disponibile il servizio di catering “FineFood”, con bevande e menù vari, compreso un menù vegetariano. Verranno inoltre installati due maxi-schermi sui quali saranno proiettate immagini psichedeliche e di concerti anni ’70, oltre alle riprese in diretta dei gruppi che si esibiscono sul palco, a cura della tv “Nuova Tvp”.

Quest’ultima trasmette in digitale terrestre da alcuni giorni da San Benedetto e per “Summer of love” 2006 sarà alla sua prima uscita pubblica.
 
I Varechina Loredana suoneranno venerdi 4 Agosto con l'aiuto dei Supernova.

Postato da: varechinaloredana a 14:50 | link | commenti (2) |

lunedì, 10 luglio 2006
SENZA PAROLE

Postato da: varechinaloredana a 09:17 | link | commenti (1) |

domenica, 09 luglio 2006

Postato da: varechinaloredana a 07:35 | link | commenti (7) |

sabato, 01 luglio 2006
Bo a me non risulta

Incredibile...ma che sarà mai successo nella bella Ripatransone la scorsa primavera? In riviera si vocifera che quelli di collina siano gelosi delle loro donne, e poi c'è stato un evidente sopstamento di masse... (vorrei dire di stronzi,ma cosi facendo,direi male del sottoscritto),... di musicisti. E' evidente tutta la musica di un certo livello, si sta spostando verso la costa, un po come se dall'Arizona si andasse verso le prugne della California. Il miraggio del successo comincia ad accecare,forse anche i sordi cominciano a sentire, insomma grandi cambiamenti,partecipazioni ad eventi straordinari,cambi di rotta...è tutto sotto controllo. Personalmente nell'attesa che l'ultimo atto si consumi, il sottoscritto si avvale dell'aiuto dei Supernova per l'apparizione estiva d'elite: Il Summer of Love,che vedrà per la prima volta esibirsi i Varechina in formazione acustica (progetto da sempre bisfrattato dai veterani del gruppo).

Per quanto riguarda tutto il resto non cambia nulla, gli amici sono sempre amici,gli stronzi rimangono, pur tuttavia il progetto VL originale rimane in standby.

Spero di non offendere nessuno,d'altronde non sto facendo niente di male. O forse si..bo a me non risulta.

Wallace 

Postato da: varechinaloredana a 12:19 | link | commenti (7) |