Ma chi sono questi Varechina Loredana?

Blogger: varechinaloredana
Nome: Varechina Loredana
LADIES AND GENTLEMEN, THE ICHTHYIC ROCK IS READY!!! The absurd band from Ripatransone (Ap) offers his very personal "ichthyic rock". A line-up who went under many changes. Pain is an enemy for many, but not for them 'cause they know how to turn pain into a form of art. This generation discontent feeds the sound of the VARECHINA, an acoustic and deceptive sound. Varechina Loredana: everything started back in 2001. From the crack within some local bands the Varechina Loredana arised. Blues lovers, forrmer crap punk music makers, bloody messy a la John Zorn, obsessed by sampling and mocking, deeply in love with liturgical chants and processions, cabaret and theatre. It doesn't exist an exact term to describe their music, let's say their secret is to be very badly-matched from the very start. The VL were taking part to various national competitions for emerging bands: third place in ALTRISUONI 2002; Critics Awards and Best Drummer in ACQUAVIVA ROCK 2002 (Ap); Finalists of the competition New Generation in Castelfidardo (An) in 2002; Winners of the Sound Good Festival 2002. In Sotterranea 2003 they won the Award for the Originality, Best Percussionist and Best Keyboarder; Third place in USELESS MACHINE 2003 – S. Maria Goretti in Offida (Ap); Second place in Sound 2004. First place in ALTRISUONI 2004; Semifinalists REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Even TG3 Marche with the TV programme Jang Pipol dealt with the Varechina interviewing them widely. From 2006 on, sailing to the Ichthyic Rock and leaving behind any punk influence, they are performing with a brand new line-up. In 2007 their first cd, entitled "Live in Studio", came out. During 2007 VL takes part in a compilation filled by the TG3 (Italian Television) named Iang Pipol with the song "Mc Coy". Right now they are touring all around in Marche. _________________________ L'assurda band del medio_adriatico (Ripatransone,Ascoli Piceno),propone il suo personalissimo "rock ittico". Una formazione che ha subito notevoli mutamenti. La sofferenza è per molti ostile, ma non per noi che abbiamo saputo fare della nostra sofferenza una forma d'arte. Di questo malcontento generazionale vive il suono dei VARECHINA, acustico e fuorviante. Varechina Loredana: tutto accade nel 2001. Dalla spaccatura creatasi da alcuni gruppi locali, nascono i Varechina Loredana. Amanti del blues, ex_punkettari da strapazzo, casinari alla John Zorn, fissati per i campionamenti e gli sberleffi, amanti dei canti liturgici e delle processioni, del cabaret e del teatro. Non abbiamo un termine preciso per definire la nostra musica, diciamo piuttosto che il nostro segreto è stato quello di essere stati male assorti sin dall’inizio. Tra le varie rassegne musicali emergenti nazionali i VL hanno partecipato: Terzo posto ad ALTRISUONI 2002. Premio della Critica e miglior batterista ad AQUAVIVA ROCK 2002 (Ap). Finalisti de il concorso “New Generation” a Castelfidardo (An) nel 2002. Vincitori del Sound Good Festival 2002. A Sotterranea 2003 sono stati vincitori de il Premio per l’Originalità, miglior percussionista, miglior tastierista. Terzo posto a USELESS MACHINE 2003 - S. Maria Goretti di Offida (Ap). Secondo posto al Sound Good Festival 2003. Secondo posto ad ALTRISUONI 2004. Secondo posto a SOTTERRANEA 2004. Primo posto al Sound Good Festival 2004. Anche il TG3 Marche con il programma “JANG PIPOL”, si è occupato dei Varechina intervistandoli lungamente. Semifinalisti REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Dal 2006 virando per il Rock Ittico e lasciandosi alle spalle refusi punk,si esibiscono con una nuova formazione. Nel 2007 esce il primo cd dei VL intitolato "Live in Studio".Sempre nello stesso anno,il brano "Mc Coy" è inserito nella compilation Iang Pipol a cura del TG3 Marche;una selezione delle migliori band emergenti della regione.Sta per uscire il disco solista di Wallace intitolato "Clamorosamente". I VL hanno suonato e stanno suonando in giro per le Marche.

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Contatore di seghe

mi sono masturbato *loading* volte

mercoledì, 31 agosto 2005

In mezzo al labirinto di stradine collegate che si dipanava da una delle vie posteriori, c'era uno scantinato. Era perennemente avvolto da un profumo misterioso e dolce, come quello dei forni cinesi quando vi si preparavano dolci. Attraverso le pareti dipinte di rosa shocking rimbombavano suoni isterici. All'interno c'erano un vecchio bancone, un tavolo da biliardo e tre grandi macchine da cucire. Questo posto, che assomigliava ad un nascondiglio, era da loro chiamato -l'atelier-."

Così inizia Paradise Kiss: colei che parla è Yukari Hayasaka, la protagonista, ed il luogo di cui parla è quello in cui si incontrano i sogni di un gruppo di ragazzi, i ragazzi della Parakiss, gruppo di aspiranti stilisti molto dotati. Li conosciamo già quasi tutti, o almeno li conoscono i lettori di Gokinjo Monogatari: Miwako, sorella della famosa stilista Mikako Koda, protagonista della vecchia serie; Arashi, figlio di Lisa, la migliore amica ed ex compagna di classe di Mikako; Hiroyuki, figlio del barista Tokumori, amico di famiglia dei Koda... troviamo perfino Seiji Kisaragi, il marziano scintillante che per qualche tempo aveva lavorato come assistente per la madre di Mika, che è andato a far compagnia alla prof. Hamada nel corpo insegnanti dello Yazawa.

LA TRAMA

La nostra eroina Yukari non è proprio quello che si dice un'adolescente spensierata: condizionata dalle manie di grandezza di sua madre fin da quando era piccola, "costretta" psicologicamente a dare il massimo per frequentare scuole di alto livello, studia per entrare all'università senza però aver trovato uno scopo o un progetto da realizzare nella sua vita.
 Paradise Kiss di Ai Yazawa (manga)
Questo almeno fino a quando nella sua vita entrano, non molto "gentilmente" a dire il vero, i ragazzi della Parakiss: comincia infatti a capire quanto vuota e triste sia la sua vita e quanto lei invidi agli altri la determinazione nel perseguire i propri obiettivi. Da lì in poi il suo nome sarà Caroline e il suo ruolo quello di modella per la sfilata del terzo anno dello Yaza.

IL MANGA

Chi ha già letto Gokinjo Monogatari avrà il piacere di rituffarsi in quel mondo che oramai conosce bene e di vivere nuove avventure con i personaggi amati: nonostante sia passato del tempo l'atmosfera non è cambiata di una virgola. Chi non ha letto Gokinjo non faticherà comunque ad ambientarsi ed affezionarsi ai sogni dei protagonisti, grazie, come sempre, alla capacità dell'autrice di caratterizzare magnificamente sia la più piccola comparsa che i personaggi principali.
L'unica differenza che si nota fra i due manga è che Paradise Kiss è un'opera più matura sotto ogni punto di vista. L'età dei personaggi è la stessa in entrambe, sebbene trattino "generazioni" diverse, ma i pensieri ed i dialoghi si fanno più profondi, le emozioni più intense e non manca a dir la verità nemmeno qualche scena un pochino... spinta (in Italia l'opera è stata infatti classificata come "adatta ad un pubblico maturo").
Il tratto di Ai Yazawa resta sempre stupendo a mio avviso, se possibile forse ancor più che in Gokinjo Monogatari, e questo contribuisce ancor più a tenere il lettore attaccato alle pagine, dato che già ne sente l'impulso grazie alla trama scorrevole ed attraente, che non perde con l'incedere della storia. Anche questo però a ben vedere ha subito qualche cambiamento, poiché nelle pagine sono scomparsi un bel po' di "fronzoli" e soprattutto quegli odiosi stacchetti pubblicitari all'inizio di ogni capitolo (evviva!!).
Tutto quanto detto fino ad ora (o quasi) vale fino circa all'ottavo numero italiano. A quel punto infatti si è avuta un'interruzione data dal fatto che la Yazawa stava lavorando in parallelo a due progetti (Paradise Kiss e Nana) e ad un certo punto ha preferito, non si sa bene per quali motivi, dare precedenza all'altro invece che a questo. L'autrice ha lasciato passare quasi un anno nel quale ha lavorato (egregiamente devo ammettere) a Nana e poi ha terminato di scrivere Paradise Kiss, forse anche per le insistenze dei fan.
In ogni caso lo stacco si sente. La classe della Yazawa resta immutata e così i suoi disegni, solo che la storia sembra scorrere ad una velocità impressionante: la serie finisce quasi subito e senza che il lettore sia riuscito a capacitarsi degli stravolgimenti che accadono negli ultimi numeri. I personaggi sono ancora caratterizzati benissimo solo che... sembrano altri personaggi, con altri modi di essere e di rapportarsi agli altri (i sentimenti della protagonista, così forti e sinceri nella prima parte della serie, come possono cambiare radicalmente in poche pagine?).
Ricapitolando, Paradise Kiss è un bel manga e mi sento di consigliarlo, soprattutto a chi ha amato il primo "capitolo della saga": la Planet sta ristampando la serie in volumetti deluxe (che contengono 2 dei vecchi volumetti) simili all'edizione giapponese. Vi lascio con un unico consiglio: leggetelo senza pensare di saper già come va a finire, altrimenti rischiate di rimanerci male... ^__^



Postato da: varechinaloredana a 09:41 | link | commenti (7) |

lunedì, 29 agosto 2005

Cadeva pesantemente la puntina che rovinosamente dava inizio allo scoppiettante 33 giri. Questa era una canzone che ascoltavo spesso, insieme a Duke dei Genesis,Baratto di Renato Zero,The Wall dei Pink Floyd. Accoppiate niente male. E certi bei pomeriggi che ancora non conoscevano l'inquietudine del vivere,scorrevano via veloci.Ed il tempo che non ha rispetto per niente e per nessuno gonfiava d'umidità le copertine dei dischi.Era un piacere quasi magico vedere invecchiare quei vinili insieme a me.Wally

Il vuoto e poi
ti svegli e c'è
un mondo intero
intorno a te


Ti hanno iscritto
a un gioco grande
se non comprendi
se fai domande

Chi ti risponde
ti dice: è presto
quando sarai grande
allora saprai tutto...

Saprai perchè, saprai perchè
quando sarai grande
saprai perchè...

E allora osservi
gli altri giocare
è un gioco strano
devi imparare,

Devi stare zitto
solo ascoltare
devi leggere più libri
che puoi, devi studiare,

E' tutto scritto
catalogato
ogni segreto
ogni peccato

Saprai perchè, saprai perchè
quando sarai grande
saprai perchè...

Quando sarai grande_Edoardo Bennato

Postato da: varechinaloredana a 18:59 | link | commenti (1) |

Cosa dicono gli astri di Wallace

Gemelli 04.06.1967

486 Congiunto - Luna in transito positivo con Mercurio di nascita
Questo transito accelera per qualche ora il ritmo dei rapporti sociali. Sarà una giornata in cui potrete passare molto tempo a parlare di problemi comuni con amici, conoscenti e vicini. L'espressione verbale dei vostri sentimenti vi sarà facilitata. Sentirete crescere dentro di voi il desiderio di uscire, viaggiare e vedere amici.

473 Congiunto - Venere in transito positivo con Marte di nascita
Questo transito favorisce le relazioni amorose e le nuove amicizie. Sono inoltre favorite le attività artistiche e creative. L'energia e la gioia di vivere che emanate vi attira altre persone, soprattutto quelle che v'interessa attirare e le persone del sesso opposto.
Il transito può anche portarvi ottime occasioni finanziarie, ad esempio investimenti in una nuova società del tipo speciale.

329 Congiunto - Giove in transito positivo con Marte di nascita
Vi sentite sicuri di voi stessi e perfettamente in grado di fare qualsiasi cosa, entro certi limiti del ragionevole.
É il momento di dare inizio a un progetto, tutte le iniziative che prendete sotto questo influsso sono destinate al successo.
In genere il transito è ottimo per la salute: alle donne che rimangono in stato interessante in questo periodo, indica una buona gravidanza senza complicazioni.

235 Congiunto - Saturno in transito positivo con Giove di nascita
Dovete approfittare di qualsiasi occasione che vi si presenti per migliorare la vostra crescita ed espandervi. Tutto quello che oggi costruite con pazienza e perseveranza vi aiuterà poi a far fronte a tutte le difficili crisi che potranno insorgere nel futuro.
Il transito vi dà la capacità di vedere e di saper selezionare ciò che è utile per voi. Qualunque siano i vostri progetti per il lontano futuro, ora avete l'occasione per porre basi solide e valide per il successo: non lasciatevela sfuggire.

140 Trigono - Venere in transito positivo con il Sole di nascita
Socievoli più del solito, godete della compagnia degli amici e gli altri godranno della vostra. Se dovete chiedere un favore a qualcuno, questo è il momento propizio, sia nelle questioni personali sia per finanziamenti o prestiti.
Venere favorirà, inoltre, tutte le relazioni personali e quelle amorose; con la persona amata si sarà affettuosi, sentendosi a proprio agio. Ottimo momento anche per i progetti creativi e artistici: si avranno le energie per portare avanti ottimamente il lavoro e molte idee.

-89 Quadrato - Luna in transito negativo con Saturno di nascita
Potreste essere un po' depressi, sentirvi soli ed abbandonati: a volte vi sembra che nessuno vi voglia bene. Trovate difficoltà nel comunicare le vostre emozioni: siete in preda a sensazioni negative, oppure vi sentite freddi e insensibili e non percepite i segnali che gli altri vi inviano. Ciò porta all'incomprensione e all'incomunicabilità.
Possono verificarsi delle separazioni, sebbene questo transito sia troppo breve per renderle durature.

79 Trigono - Nettuno in transito positivo con Marte di nascita
Non ci tenete ad asserire la vostra personalità o a cercare di raggiungere i vostri obiettivi personali. Perciò non vi sarà difficile lavorare insieme ad altre persone e condividere con loro vari argomenti, specialmente quelli spirituali.

54 Trigono - Marte in transito positivo con Plutone di nascita
Può darsi che sia necessario apportare dei cambiamenti ai vostri progetti originali, ma non preoccupatevene troppo: probabilmente risulteranno migliori. Dovete lavorare molto per raggiungere qualcosa, ma quello che otterrete sarà stabile e duraturo.

-30 Quadrato - Plutone in transito negativo con Urano di nascita
Periodo di cambiamenti e di capovolgimenti nella vostra vita. Tuttavia essi saranno dovuti a pressioni che provengono dalla società, più che da una sfera personale.
La sfida maggiore che dovrete subire in questo periodo è di imparare ad adattarvi a tutti i cambiamenti che stanno avvenendo attorno a voi. Irrigidirvi sulle vostre posizioni non fa altro che rendere peggiore la situazione.

Postato da: varechinaloredana a 12:06 | link | commenti (2) |

domenica, 28 agosto 2005

il segreto dell'esistenza

è nel proprio

transito.

Postato da: varechinaloredana a 05:26 | link | commenti (1) |

sabato, 27 agosto 2005
Wallace e Stivo posano all'Infernaccio

Belli come il sole,forti come il sale: sono Stivo e Wallace

La Gola dell'Infernaccio apre la strada a diversi percorsi turistici ed escursionistici tra i piu' famosi di tutta la catena dei Monti Sibillini: la sorgente del fiume Tenna (Capotenna) e l'Eremo di San Leonardo. Sono anche possibili percorsi supplementari come l'arrivo alla Cascata Nascosta e l'ascesa, ben piu' impegnativa, verso le cime che fanno da contorno a tutta la camminata.



COME ARRIVARE ALLA GOLA DELL'INFERNACCIO

Piccoli rivoli d'acqua scendono dal Monte Zampa e invadono la strada sterrata che arriva all'ingresso della Gola dell'Infernaccio La località di riferimento è Rubbiano (AP), nei pressi di Montefortino e non distante da Montemonaco (il paese ai piedi del Monte Zampa, montagna che da' il nome a tutta la catena dei Sibillini). Una volta arrivati a Rubbiano si prende una strada ben indicata dalla segnaletica "Gola dell'Infernaccio" che attraversa un piccolo centro abitato formato da case in mattoni che ben si integrano nel territorio. La strada non è asfaltata, a punti è decisamente stretta (non passano 2 macchine in senso opposto se non con molta attenzione), piena di buche, anche decisamente profonde, tanto da consigliare estrema cautela nel procedere. Dopo circa 2 KM si arriva in una specie di slargo che termina con 2 blocchi di cemento lasciati lì allo scopo di impedire l'ulteriore traffico di autoveicoli. A quel punto ci si ferma, si cerca di trovare un buon parcheggio (cosa pressochè impossibile nei giorni festivi dei mesi piu' caldi - è bene parcheggiare prima dello slargo finale) e ci si prepara per affrontare gli ultimi 700-800 metri in leggera discesa che portano di fronte all'ingresso della gola dell'Infernaccio.



COMINCIA L'ESCURSIONE VERA E PROPRIA

Le Pisciarelle, piccole cascate a goccia che si trovano di fronte all'ingresso alla Gola dell'Infernaccio Lasciato la spiazzale destinato al parcheggio si comincia a scendere attraverso una comoda strada, una volta percorribile anche in macchina, lunga poche centinaia di metri. Scendendo verso la gola sentirete, a fondovalle, sulla vostra destra, l'eco del torrente che comincia a prendere velocità, tuttavia non vi sarà possibile vederlo perchè ricoperto da abbondante vegetazione. Continuando a scendere vi trovete ad attraversare dei rigagnoli d'acqua provenienti dalla vostra sinistra (Monte Zampa) che finiranno a fondovalle scendendo spontaneamente nel precipizio. Le targhe commemorative di Lorenzo Vili e Giuseppe Cennerilli Procedendo ancora si arriva alle ormai famosissime cascate a goccia, denominate "Pisciarelle", che sono un fenomeno dovuto alla particolare morfologia di quel versante del Monte Zampa in cui abbonda l'acqua che si disperde a valle in un modo del tutto singolare. Queste curiose cascate risulteranno particolarmente gradite nei mesi piu' caldi dell'anno, non stupitevi se qualcuno ne approfiterà per farsi una doccia rinfrescante, non a caso il getto assomiglia molto a quello di una normale doccia di casa. Le Pisciarelle fanno da cornice a 2 targhe funebri dedicate a Lorenzo Vili e Giuseppe Cennerilli periti in quei luoghi in anni differenti. Siamo di fronte all'ingresso della gola.



LA GOLA DELL'INFERNACCIO

Il tunnel artificiale posizionato di fianco l'ingresso alla Gola dell'Infernaccio Non sfuggirà a nessuno l'ingresso di un tunnel artificiale (chiuso a chiave attraverso un'inferriata) alla destra del torrente e del sentiero che entrano nella gola. L'opera agevola senz'altro il passaggio di strumenti, veicoli, mezzi e bestiame ma rovina parte della bellezza del luogo.
Comincia dunque il sentiero che si inerpica tra rocce e vegetazione di vario tipo scavalcando il torrente dapprima attraverso un ponticello in legno e poi con saliscendi che potrebbero scoraggiare qualche escursionista alle prime armi. Non preoccupatevi, è tutta apparenza, il percorso andrà via-via addolcendosi in comode stradine e sentieri molto piu' lineari e rassicuranti.Il sentiero che cammina accanto al torrente, siamo dentro la Gola dell'Infernaccio Superata questa prima parte di camminata obbligatoria per tutti si entra in un bosco (una Faggeta) con fedele compagno di viaggio il torrente vigoroso e rumorose sulla sinistra. Dopo poche centinaia di metri siamo di fronte ad un bivio (sarà il primo, ma ce ne sono altri tutti piu' o meno simili) attraverso il quale decidere la destinazione. Andando a destra si sale e si arriva all'Eremo di San Leonardo, andando dritti si va verso Capotenna (sorgente del fiume Tenna). Entrambe le mete sono facilmente raggiungibili tuttavia il percorso piu' breve è quello che sale verso l'Eremo ed è meta di svariate centinaia di turisti di tutte le età.

Postato da: varechinaloredana a 19:02 | link | commenti (2) |

26 Agosto 2005

Varechina Loredana a Castel di Lama per la Festa di Liberazione.Pubblico 3 persone + vari sfigati.

Postato da: varechinaloredana a 05:29 | link | commenti (3) |

mercoledì, 24 agosto 2005
Kaufman non sbaglia un film!

Se mi lasci ti cancello
Tendenzialmente la nostra esistenza in un'analisi personale e non rivolta all'esterno ed all'eventuale percezione che di noi ha il mondo, si può riassumere nel bagaglio delle nostre esperienze, emozioni e ricordi. Privati di questo, ci resta ben poco se non il presente e la possibilità di vivere in una sorta di circolo vizioso emozionale, in cui ripetiamo all'infinito le nostre esperienze visto che non riusciamo ad immagazzinarle.

L'idea del prolifico e geniale Kaufman (Il ladro di orchidee), che costituisce l'ossatura di questa pellicola, risiede proprio nella cancellazione dei ricordi. Al termine di una storia particolarmente travagliata, la soluzione migliore per liberarsi del peso emozionale, potrebbe essere una bella cancellazione della memoria, con la conseguente rimozione dei ricordi "dolorosi".

Joel (Jim Carrey / Una settimana da Dio) e Clementine (Kate Winslet / Finding Neverland) sono ormai ai ferri corti. Ognuno ha cose da rimproverare all'altro, ma soprattutto si sentono ormai prigionieri di un menage che non riconoscono più. È Clementine a fare il primo passo: decide di recarsi alla Lacuna Inc., azienda specializzata nella rimozione dei ricordi, e farsi cancellare la storia con Joel.
Venuto a conoscenza della cosa Joel decide di fare altrettanto, ma durante l'operazione se ne pente.

La storia è costruita con una serie di incastri posizionati in modo circolare in modo da riportare lo spettatore al punto di partenza e fargli acquisire quindi la comprensione del tutto; particolarmente rivelatore è anche la posizione apparentemente casuale dei titoli di testa.
Se già la storia di per se è accattivante e ben studiata, ma soprattutto originale, i personaggi di contorno creati da Kaufman sono quello che rende il tutto credibile. Veri reali, ognuno con le sue ombre ed i suoi personali demoni, non si limitano ad asservire la storia, ma gli danno profondità, illuminandone particolari con la loro luce soggettiva.
Ottimo cast di supporto con l'eccezione di un Carrey che seppur molto bravo sembra eccessivamente sotto le righe, tanto da risultare un po' finto, ma si tratta veramente della classica imperfezione che non può che valorizzare il risultato finale.

Curiosità: per il ruolo di Joel, prima che Carrey esprimesse il suo interesse, era stato considerato Nicholas Cage.

La chicca: una sequenza nel film è stata tagliata in fase di montaggio. Joel e Clementine che sul treno parlano di un album di Tom Waits, "Rain Dogs". A Joel piace molto, ma non ricorda di averlo comprato, né cosa contiene. In seguito si vede che alla Lacuna Inc. tra gli oggetti che Joel consegna prima di farsi cancellare la memoria, una copia di "Rain Dogs".

La frase: "San Valentino è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline di auguri per far sentire di merda le persone."

Valerio Salvi

Postato da: varechinaloredana a 18:40 | link | commenti |

Giovedi 26 Agosto presso il Teatro Mercantini di Ripatransone,nell'ambito di Corto per Scelta 2005,sarà proiettato il corto "Ground Zero 2019_Un corto ritrovato" di Andrea Vecchiarelli

Postato da: varechinaloredana a 14:07 | link | commenti (3) |

Con il nastro rosa

Inseguendo una libellula in un prato
un giorno che avevo rotto col passato
quando già credevo di esserci riuscito
son caduto.
Una frase sciocca un volgare doppio senso
mi ha allarmato non è come io la penso
ma il sentimento era già un po' troppo denso
e son restato..
Chissà, chissà chi sei chissà che sarai
chissà che sarà di noi
lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po' paura ora che quest'avventura sta diventando una storia vera
spero tanto tu sia sincera!
(Are you ready ,are you ready....)
Il magazzino che contiene tante casse
alcune nere alcune gialle alcune rosse
dovendo scegliere e studiare le mie mosse
sono alle impasse
Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa
con la mia cassa ancora con il nastro rosa
e non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la mia sposa.
Comunque adesso ho un po' paura ora che quest'avventura
Chissà chissà chi sei chissà che sarai
chissà che sarà di noi
lo scopriremo solo vivendo
Comunque sta diventando una storia vera spero tanto tu sia sincera!

Ancora grazie Lucio,anche questa volta hai fatto centro.Wally


 

Postato da: varechinaloredana a 06:27 | link | commenti (6) |

martedì, 23 agosto 2005
Il punk religioso? Chiedete ai cugini...

Ivano Michetti racconta i "Cugini di Campagna"

Il tempo è tiranno… Lo spazio alle volte di più. Capita di incontrare personaggi di una certa importanza e di grande carisma, li intervisti, li ascolti. E poi? Poi non hai lo spazio, appunto, per scrivere tutto quello che ti hanno detto e ti tocca “tagliare”. E' come cucinare un buon piatto rinunciando alle spezie… Ecco quindi l’idea di riproporre le interviste di Band in Italy in versione integrale… Con tutte le spezie…

Le monetine pescate con un barattolo, le ore passate a cantare in Vaticano, la fuga dalle cave di tufo e la nascita di una delle canzoni più tipiche dei nostri anni Settanta.
Da quale quartiere di Roma e da che ambiente provenivate?
Da Fontana di Trevi. Eravamo i contralti e i soprani di Monsignor Bartolucci: a dieci anni leggevo e cantavo il foglio pentagrammato in Cappella Sistina. Per fortuna erano gli anni Sessanta, perché fino a duecento anni fa i bambini con le voci più belle avevano un triste destino: venivano evirati, in modo che non perdessero la voce bianca con l'età. Quando ebbi lo sviluppo, io mi limitai a uscire dal coro.

Che genere di musica frequentavi, allora?
Praticamente solo lo Stabat Mater e i canti liturgici. La disciplina era molto severa e non c'era verso di ascoltare altro. Figurati il rock&roll. Mio padre del resto voleva che crescessi come un bravo ragazzo e mi mandò a cantare in Cappella Sistina per evitare che continuassi a rubare i soldi nella fontana di Trevi.

Come passaste dal Vaticano ad "Alto Gradimento"?
Tramite Gianni Meccia e Bruno Zambrini, che erano soci di una nuova etichetta discografica, la Pull: seppi che una sera sarebbero stati a cena in un ristorante sulla via Flaminia, così ci presentammo lì e improvvisammo per loro alcuni brani a cappella. La cosa li colpì molto, tanto che ci invitarono a un'audizione per il giorno successivo: fu lì che ci proposero di firmare un contratto discografico. E visto che Arbore e Boncompagni cercavano una sigla per il loro programma, ci proposero subito di incidere un curioso brano scritto da Anastasio Guardabassi, che allora conduceva l'Hit parade radiofonica, e Fabio Germani, che era il figlio del Maestro Fernando Germani, l'organista personale del Papa.

La fase goliardica non durò molto…
Dopo un paio d'anni mio padre mi diede un ultimatum: o conti o canti. Insomma, basta con le stupidaggini. O decidi di fare qualcosa di serio o vieni a contare i blocchetti. Allora era proprietario delle cave di tufo che si trovano all'inizio dell'Austostrada Roma-L'Aquila. Messo di fronte a quella prospettiva chiesi tempo, mi misi al lavoro e nel giro di sei mesi arrivai ad Anima mia.

Come nacque quel brano?
Provai semplicemente a fare l'esatto contrario di ciò che facevano gli altri: mentre di solito le canzoni hanno una strofa in minore e un ritornello in maggiore che apre, Anima mia inizia in maggiore e poi sfocia in un ritornello in Re minore. E' semplice, ma funziona. Poi c'era l'assoluta assenza di introduzione musicale e naturalmente il timbro particolarissimo della voce, un evidente retaggio della mia esperienza in Cappella Sistina.

Il vostro look si ispirava chiaramente al Glam rock inglese…
C'erano gli Sweet, che si vestivano a quel modo. Ma in realtà a noi interessava inventarci qualcosa che si sposasse bene con il nostro sound, che per via di quell'uso della voce era piuttosto ambiguo. Non a caso nel 1974 la Rai ci tagliò da una registrazione del Festivalbar: perché avevamo rifiutato di andare in scena senza il nostro solito look.
E' come non averlo mai fatto, quel Festivalbar…
Se vai a ripescare negli archivi Rai quel filmato, non vedrai neanche una sequenza dei Cugini di Campagna. Peccato che qualcuno abbia dimenticato di togliere il nostro nome dai titoli di coda: c'eravamo, eccome se c'eravamo.

Ma dove li compravi, quei vestiti?
All'inizio sotto casa mia, a via Tiburtina, dove c'era una merceria che vendeva stoffe per tendaggi, strass e cose del genere. Poi facemmo un salto da un calzolaio ai Parioli, che era noto per i suoi tacchetti rinforzati, e gli chiedemmo di farci delle scarpe con i tacchi di trenta centimetri.
Poco dopo uscì Renato Zero e quelle cose diventarono quasi normali anche in Italia.

Come mai rimaneste alla Pull nonostante il vostro grande successo commerciale?
Per colpa mia: sono sempre stato troppo democratico. Dopo il botto di METALLO ci volevano sia la Cgd che la Wea: Cerruti era innamorato di noi ma io chiusi la trattativa sparando una richiesta troppo alta. Quanto alla Wea, Dané ci fece un'offerta molto vantaggiosa in termini di royalties, ma noi evidentemente non avevamo le idee chiare e preferimmo rimanere con la piccola Pull. Quello fu l'inizio del nostro scivolone.

Come vi trattava la critica?
Male, ma non ci interessava più di tanto: come mi disse una volta Claudio Villa, "preoccupati solo quando nessuno scrive di te". Ricordo che Mario Luzzatto Fegiz non riusciva a capacitarsi del fatto che eravamo stati capaci di scrivere una canzone del calibro di Anima mia e in un articolo azzardò un pronostico: che nel giro di tre mesi saremmo finiti nel dimenticatoio. Purtroppo per lui l'anno dopo uscì Innamorata e quello successivo Un'altra donna. Ma lo capisco: i critici hanno necessità di farsi notare. E scrivere una stroncatura è il modo più semplice di alzare polvere.

Il disco a cui resti più legato?
Senz'altro METALLO. Perché racchiude due mondi opposti, la dolcezza e l'essere duri. E poi perché quella copertina con le dieci lire mi riporta alla mia adolescenza, quando pescavo le monetine nella Fontana di Trevi.

A proposito: come facevi?
Non potendo usare la calamita, mi servivo dei barattoli di pomodori pelati: si toglieva il coperchio, che era perfetto perché era rotondo e aveva due angoli di fuoriuscita dell'acqua, e si usava a mò di paletta. Se penso a com'era facile, quasi quasi mi torna la voglia…
Maurizio Becker

Postato da: varechinaloredana a 12:33 | link | commenti |