Ma chi sono questi Varechina Loredana?

Utente: varechinaloredana
Nome: Varechina Loredana
LADIES AND GENTLEMEN, THE ICHTHYIC ROCK IS READY!!! The absurd band from Ripatransone (Ap) offers his very personal "ichthyic rock". A line-up who went under many changes. Pain is an enemy for many, but not for them 'cause they know how to turn pain into a form of art. This generation discontent feeds the sound of the VARECHINA, an acoustic and deceptive sound. Varechina Loredana: everything started back in 2001. From the crack within some local bands the Varechina Loredana arised. Blues lovers, forrmer crap punk music makers, bloody messy a la John Zorn, obsessed by sampling and mocking, deeply in love with liturgical chants and processions, cabaret and theatre. It doesn't exist an exact term to describe their music, let's say their secret is to be very badly-matched from the very start. The VL were taking part to various national competitions for emerging bands: third place in ALTRISUONI 2002; Critics Awards and Best Drummer in ACQUAVIVA ROCK 2002 (Ap); Finalists of the competition New Generation in Castelfidardo (An) in 2002; Winners of the Sound Good Festival 2002. In Sotterranea 2003 they won the Award for the Originality, Best Percussionist and Best Keyboarder; Third place in USELESS MACHINE 2003 – S. Maria Goretti in Offida (Ap); Second place in Sound 2004. First place in ALTRISUONI 2004; Semifinalists REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Even TG3 Marche with the TV programme Jang Pipol dealt with the Varechina interviewing them widely. From 2006 on, sailing to the Ichthyic Rock and leaving behind any punk influence, they are performing with a brand new line-up. In 2007 their first cd, entitled "Live in Studio", came out. During 2007 VL takes part in a compilation filled by the TG3 (Italian Television) named Iang Pipol with the song "Mc Coy". Right now they are touring all around in Marche. _________________________ L'assurda band del medio_adriatico (Ripatransone,Ascoli Piceno),propone il suo personalissimo "rock ittico". Una formazione che ha subito notevoli mutamenti. La sofferenza è per molti ostile, ma non per noi che abbiamo saputo fare della nostra sofferenza una forma d'arte. Di questo malcontento generazionale vive il suono dei VARECHINA, acustico e fuorviante. Varechina Loredana: tutto accade nel 2001. Dalla spaccatura creatasi da alcuni gruppi locali, nascono i Varechina Loredana. Amanti del blues, ex_punkettari da strapazzo, casinari alla John Zorn, fissati per i campionamenti e gli sberleffi, amanti dei canti liturgici e delle processioni, del cabaret e del teatro. Non abbiamo un termine preciso per definire la nostra musica, diciamo piuttosto che il nostro segreto è stato quello di essere stati male assorti sin dall’inizio. Tra le varie rassegne musicali emergenti nazionali i VL hanno partecipato: Terzo posto ad ALTRISUONI 2002. Premio della Critica e miglior batterista ad AQUAVIVA ROCK 2002 (Ap). Finalisti de il concorso “New Generation” a Castelfidardo (An) nel 2002. Vincitori del Sound Good Festival 2002. A Sotterranea 2003 sono stati vincitori de il Premio per l’Originalità, miglior percussionista, miglior tastierista. Terzo posto a USELESS MACHINE 2003 - S. Maria Goretti di Offida (Ap). Secondo posto al Sound Good Festival 2003. Secondo posto ad ALTRISUONI 2004. Secondo posto a SOTTERRANEA 2004. Primo posto al Sound Good Festival 2004. Anche il TG3 Marche con il programma “JANG PIPOL”, si è occupato dei Varechina intervistandoli lungamente. Semifinalisti REGIONE MARCHE Arezzo Wave 2006. Dal 2006 virando per il Rock Ittico e lasciandosi alle spalle refusi punk,si esibiscono con una nuova formazione. Nel 2007 esce il primo cd dei VL intitolato "Live in Studio".Sempre nello stesso anno,il brano "Mc Coy" è inserito nella compilation Iang Pipol a cura del TG3 Marche;una selezione delle migliori band emergenti della regione.Nel 2008 esce il disco solista di Wallace intitolato "Clamorosamente". I VL hanno suonato e stanno suonando in giro per le Marche.

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lunedì, 31 gennaio 2005
Le cose mie

 

Ci sono tre possibili spiegazioni, e non è detto che non siano tutte e tre contemporaneamente valide.
Secondo Tablereader il vantaggio evolutivo del “malumore femminile durante le mestruazioni” va analizzato nel quadro di una grandiosa visione darwiniana. È la natura che in quel momento tende a sollecitare i maschi all’infedeltà. Malumore e aggressività, che nell’ultima settimana del ciclo mestruale sono diretti contro il partner, provvedono affinché la fertilità maschile non sia dissipata con una donna che è sul momento infeconda, e si procuri invece, per il bene della specie, una più varia possibilità d’impiego.
Invece secondo Braintenberg (“Il cervello e le idee”, pag. 167) si potrebbe cogliere un altro intento profondamente biologico nello sgradevole atteggiamento premestruale della donna: “Quest’uomo che non è stato evidentemente capace di fecondarmi si tolga gentilmente dai piedi e lasci il posto a un altro, più potente, per il prossimo ciclo”, o anche: “Ce l’ho con te perché non mi hai messo incinta”.
C’è poi una terza ipotesi. La possibilità che le donne hanno – se vogliono – di concludere un incontro con l’accoppiamento, fa parte “organica” del loro potere di seduzione. È un’arma che sono solite avere sempre con se`, come un cow boy la sua pistola. Immaginate ora, per esempio, di essere il ministro della difesa Usa. Per una serie prevedibile ma non modificabile di eventi, vi avvertono che – causa la verifica dei motori - tutti gli aerei dell’Aviazione militare debbano stare fermi in aeroporto per cinque giorni. Improvvisamente il ministro si ritrova con fanteria e marina, ma privo della possibilità di usare gli aerei. Naturalmente in quel periodo il governo Usa si sentirà nervoso, incompleto, al limite del paranoico, come un cow boy senza pistola.

L’estro invisibile

C’è un interessante ‘’mistero’’ che la biologia evolutiva non è ancora riuscita a chiarire.
In tutte le specie animali tranne una, è perfettamente riconoscibile il momento in cui la femmina è fertile, i giorni in cui l’ovulazione la rende suscettibile di essere fecondata.
In alcune scimmie, ad esempio, i capezzoli crescono di volume e cambiano di colore, ecc..
Solo nella nostra specie, nel lungo passaggio dalla scimmia alla donna, l’evidenza di questo dato è andata perduta.
Come mai?
Perché le femmine in cui l’estro era chiaramente manifesto, hanno avuto meno figli ed un minore successo evolutivo delle femmine-scimmia in cui il ‘’calore’’ non era distinguibile dall’esterno?
Che ci hanno guadagnato queste femmine a tenere nascosto il loro essere fertili e vogliose di essere fecondate?
Partiamo da lontano.
Secondo H. R. Hais (“Dalla scimmia all'angelo”, Einaudi, pag. 180) fra gli indigeni dell’Australia, il matrimonio a coppie avveniva verso i trent’anni, età che per tale popolo è assai avanzata, ed era preceduto da abbondanti rapporti promiscui.
In genere, fra le popolazioni di interesse etnografico il divorzio è facile e assai diffuso, e il matrimonio può essere instabile, a volte così instabile da essere vicino ad una libertà sessuale quasi generale.
Poiché la femmina costruttrice di nidi attendeva alle attività domestiche e all’agricoltura, il maschio cacciatore trovò conveniente cedere il proprio bottino in cambio delle comodità di una casa. I parenti della signora della casa approfittarono di tale debolezza del maschio e fecero in modo che si stabilisse un accordo economico stabile.
Sempre secondo H. R. Hais, Malinowski studiò la vita sessuale degli indigeni in tutti i dettagli: ciò che gli amanti dicono, gli usi del corteggiamento, la posizione assunta nell’atto sessuale, il folklore e i miti erotici. Malinowski era assolutamente certo che gli indigeni da lui studiati ignorassero il meccanismo biologico della paternità.
Essi ritenevano che il bambino fosse la reincarnazione di un antenato il cui spirito entrava nel grembo della madre. La funzione del padre era semplicemente quella di allargare la vagina.
Ci son volute la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento per comprendere il concetto di “seme maschile”.
Torniamo ora all’estro invisibile.
Forse – all’interno del mitico scambio “Tu dare cosciotto-di-gazzella a Jane; Jane dare ingresso in suo corpo a Tarzan” – le femmine con estro visibile riuscivano a vendersi meno bene. Nel senso che il loro desiderio di un amplesso era presumibile fosse più o meno pari a quello del maschio. Se riusciva a vedere segni tangibili di estro, l’uomo della Pietra si sarà detto: “Se lei è in questo periodo, allora ha voglia anche lei. Posso risparmiare il cosciotto di gazzella, tanto si accoppierà lo stesso.”
Le Donne dell’Età della Pietra che riuscivano a mascherare il loro desiderio sessuale, potevano venderlo in ogni occasione.

Consigli ai corteggiatori ovvero:

Le donne sono strane

È caratteristico delle femmine della nostra razza avere in mente un tipo d’uomo e poi, tre giorni dopo, finire insieme ad un tizio completamente diverso. Questa mancanza di coerenza ci insegna che, operando con intelligenza e decisione, si può riuscire a conquistare il cuore (e altri organi interni) di qualsiasi donna. Se voi credete di non essere il “modello di uomo” della lei che vi interessa: fregatevene. La donna, anche se crede il contrario, in verità non ha un modello di uomo ideale; per un ”uomo reale” butterebbe a mare tutti i “principi azzurri” che ha sognato. Il suo autentico “uomo ideale” siete voi che le state chiedendo un appuntamento, voi che tra due o tre giorni tenterete di baciarla. Approfittatene! Sacrificatevi! Fatelo per il suo, se non per il vostro, bene.
L’appuntamento
L’appuntamento è tutto. Il resto non ne è che la logica conseguenza.
E’ segno che la cosa c’è, c’è un intenzione, un desiderio. Il cliente ha apprezzato la vetrina ed è entrato nel negozio, la vostra merce - voi stessi! - trova mercato. Una sequenza classica è: 1) primo incontro, magari ad una festa; 2) telefonata due giorni dopo; 3) cinema; 4) cena; 5) e un paio di giorni dopo, o il fine settimana successivo, l’attacco generale: cinema, cena e… siete sulla soglia della camera da letto. Dopo sono affari vostri, non tanto per pudore, quanto perché in questa sede ci occupiamo esclusivamente di consigli ai corteggiatori, a godersi la ricompensa son buoni tutti.
Modo “verbale” o “gestuale” di dichiararsi
La dichiarazione, la proposta, è l’esplicitazione del desiderio amoroso. E’ un momento imbarazzante perché il maschio si espone al rifiuto. Può essere fatta a parole o avvicinando le labbra alle sue sperando che scatti la scintilla. La scelta tra le due modalità non è fissa, ci si regola secondo l’occasione. Un trucchetto per i timidi: lanciate un piccolo grido di dolore e prendete a massaggiarvi l’occhio, spiegando che vi è entrato un moscerino. Lei si avvicinerà al vostro viso, vi guarderà negli occhi e così facendo romperà un tabù. C’è infatti una distanza minima che separa uomini e donne: se lei avvicinerà il suo volto al vostro, cercando il benedetto e misterioso moscerino, il più è fatto. Baciatela, le sarà difficilissimo resistervi.
Cosa non fare
La prima sera che uscite insieme, quando siete sotto casa non ditele: “Ti fermi a dormire da me?” Sono cose che funzionano solo nei film americani.
Quando lei, naturalmente, vi dirà di “No!”, non peggiorate la situazione con uscite del tipo: “Ma io scherzavo.” Tutti e due sapete che non stavi scherzando. Se avesse detto “Sì”, col cavolo che si ammetteva lo scherzo!
Non aver fretta
Mai dichiararsi troppo presto. Formare una coppia è come costituire una società commerciale. Le donne non si mettono in società col primo che passa e di cui non sanno nulla. Uscire insieme è una dichiarazione di guerra, ma basta studiare la storia militare per vedere che tra dichiarazione dello stato di belligeranza, mobilitazione, scelta di dove concentrare le truppe e il primo sparo, possono passare anche dei mesi.
Il primo colpo toccherà a voi, è una responsabilità ma è anche un piacere, quasi un divertimento. Se tra due adulti liberi e consenzienti in media dopo tre sere si finisce a letto, se è già la quarta sera e ancora non c’è aria che lei la molli, ebbene: lei sa perfettamente che voi potreste accampare tale simbolico diritto.
Ve la darà, statene certi, dovete solo scegliere i tempi giusti.
Non ha nessun motivo per resistervi
E’ naturale che prima o poi una donna con cui avete appuntamento arriverà all’intimità con voi. La fretta non può che ostacolare il lento avvicinamento alla posizione orizzontale. Ragionate: perché non dovrebbe darvela? A riprenderla c’è sempre tempo. Lei deve solo avere chiaro che voi gliela terrete bene, pulita, che la spazzerete le sere in cui sarà il caso di farlo. Fatele capire che con voi potrà star sicura, che se anche un giorno (nell’eventualità che scada la garanzia) voi la dovreste riportare indietro, lei sarà più bella, più matura e più interessante di com’era prima. Stare accanto a voi riuscirà a trasmetterle positività, una visione umoristica della vita, una volontà di esplorare e di esplorarsi, una conoscenza e un miglioramento che giustifichi tutto il tempo che passerà abbracciata a voi.
Se lei rifiuta
Poniamo che vada male: vi dichiarate ma lei rifiuta. Succede, ma non è così grave. Intanto rassicuratevi: nessun “no” è definitivo. Incassate la rispostaccia e tenetevi pronti a riprovarci. Insistete con garbo, ritelefonatele senza portare rancore, e dopo un po’ di tempo chiedetele un altro appuntamento. Se lei accetta di uscire nuovamente con voi, non è pregiudizialmente contraria ad un futuro rapporto, ed ecco che voi, forti di questa considerazione, sapete che - se avete ottenuto un nuovo appuntamento dopo un rifiuto - vi si sta dando un’altra occasione. Un “No” comporta solo la necessità di una nuova strategia.
Il potere di seduzione delle debolezze
Durante il corteggiamento va bene pavoneggiarsi, ma con giudizio, un quadro realistico di luci e ombre è più seducente di un flash abbagliante. Non la spaventate, sostenete che credete nei cambiamenti anche se non è vero.
In verità, la donna desidera ardentemente una storia coinvolgente, ma ne ha anche una terribile paura, e questo vale anche per il maschio. Tranquillizzatela e fatevi desiderare, mai temere. Accennate, così, tanto per dire, anche alle vostre debolezze, indicatele qualche scorciatoia per il vostro cuore. Fatele credere che avete punti deboli, tanto ce li avete e prima o poi vi verranno fuori. Sputtanatevi. Si sentirà più sicura e lei crederà di più alla sua forza. Solo così accetterà di entrare in società con voi. Nella maggioranza dei rapporti il maschio recita il ruolo del figlio (o del padre), mentre lei si atteggia a madre (o a figlia). Non c’è niente di male a impersonare un ruolo, basta riuscire, quand’è il momento, a recitare anche quello complementare, essere pronti a rovesciare le parti. Se vi capita di giocare a fare il figlio allora è tutto più semplice, i vostri difetti diventano virtù che solo lei crede di aver scoperto: “Ogni scarafone è bello a mamma sua”.
Alcuni trucchi per lo “spasimante”
Nel far la corte bisogna essere originali ma non troppo. Non rifiutatevi di offrirle fiori con la scusa che è troppo banale. E’ un’arma deliziosa, perché privarsi della sua potenza di fuoco? “Corteggiare” deriva, da un punto di vista etimologico, dall’amor cortese, dalle corti dei castelli medievali dove si componevano sonetti per le innamorate. Essere “cortesi” significa mostrarsi gentili e, perché no, “romantici”, una parola che spaventa gli uomini e manda in brodo di giuggiole le donne. Durante il corteggiamento è vantaggioso farlo: funziona! Non immaginate quanto!
Quando si ha intenzione di sedurre, bisogna esserci e non esserci, premere ma senza risultare appiccicoso, tanto lei ha capito benissimo le vostre intenzioni, anche se a volte la donna esige da voi più tempo di quel che avevate preventivato. Potete pure fare il signore, tenere in penombra la voglia di baciarla che pur vi attanaglia e decidere di azzannare all’improvviso, con un colpo deciso sulla giugulare. Ma soprattutto non vergognatevi mai di fare l’ennesima telefonata, può essere proprio quella che la mette K.O.
Stratagemmi per disperati
Se non sapete cosa dire riguardo all’intimità tra di voi, lanciatevi in un “pour parler” del tipo: “Ma… …tu come dormi?” Accennate ad un’amica che deve stare nel buio più totale per prender sonno. Lasciatela dire, poi concludete con una frase effetto: “Io con te posso dormire nel buio più totale, ma anche nella luce più abbagliante!”.
Altri seguono la tattica del: “Bevi, bevi, e poi gli metti le mani addosso!”, prassi altamente sconsigliata per i rischi d’alcolismo.
 Abbiamo un amico, poveretto, che in casa sua tiene sempre una parete libera da quadri o mobili, in modo che, quando gli arriva qualcuna a tiro, può, con tutta tranquillità, sbatterla contro il muro. Una parete del tutto libera come un letto verticale. In verità, l’appartamento in questione è molto poco frequentato, e l’amico si è quasi deciso a cambiare arredamento.
Fammi la carità di un “orgasmino”
Fra amici ci si aiuta, ma se un maschietto chiedesse alla sua donna : “Per favore, facciamo l’amore” riceverebbe un rifiuto disgustato. La donna per concedersi deve provare emozioni, non solo eccitamento. Certe donne, è vero, lo possono fare anche per denaro, concedersi però è sempre un atto di volontà, e richiede una giustificazione. Il bisogno di un maschio non è abbastanza. La donna si rende conto che quell’uomo potrebbe fare la stessa richiesta a qualsiasi altra. Che lei è presa per un mezzo di detumescenza, non come un fine, che viene considerata come uno strumento che gratta un prurito in una zona scomoda, come una “sgonfiatrice di obelischi”.
Una donna vale l’altra
Una cosa non dovete assolutamente fare: farle capire che per voi una donna vale l’altra. Mai! Lei è “unica” per definizione, è la donna con cui siete in quel momento, il numero che avete giocato alla roulette. La donna teme il maschio che ne cerca “una qualsiasi purché respiri”. Coniando un neologismo, possiamo denominare questo atteggiamento come “equificanza assoluta”.
Per la donna, al contrario, non esiste “equifallanza” relativa o assoluta. La lei in questione l’uomo se lo deve scegliere, lo deve accettare, lo cerca per costruire qualcosa di stabile, spinta dalla sua voglia di tenere sotto controllo il rapporto, dalla curiosità di verificare il suo potere, dal desiderio che ha esplorare reazioni, scoprire sulla propria pelle e nella propria mente delle zone sensibili alle attenzioni maschili.
Parlare, parlare e ancora parlare
Chiacchierate! Mettetevi a nudo. Non abbiate paura di argomenti seri o imbarazzanti. Il silenzio non porta da nessuna parte. Lavoratela ai fianchi, ubriacatela di parole, sappiate ascoltarla, introducete gli opportuni silenzi e poi la zampata finale. Per il maschio del nuovo millennio - la vittima principale del R.E.C. (Raffreddamento Emotivo Contemporaneo) - a volte è più facile esternare i propri sentimenti chiacchierando con un amico, che con l’attuale o futura consorte. Eppure con una donna potete parlare sempre delle vostre emozioni (finalmente!); e le donne adorano gli uomini che confidano i loro pensieri intimi, perché così possono farlo anche loro. Mostrarsi “duri” e distaccati, credendo che ciò esalti la vostra figura, è sprecare un’opportunità, non è una buona partenza per affiancarsi ad una persona.
Innamorarsi: ne vale la pena?
Certo! Anche se non è (del tutto) vero, ditele che l’amate, confessatele che vi state innamorando, mentite spudoratamente. La vita di Bertrand Russell ce ne offre un esempio: “Si fece molto tardi prima che i due ospiti se ne andassero e Russell rimase solo con Lady Ottoline. Rimasero seduti a parlare davanti al fuoco fino alle quattro del mattino. Russell, ripensando all’evento alcuni giorni più tardi, scrisse: «Non sapevo di amarti fino a che non ho udito me stesso dirtelo - per un istante pensai “Buon Dio, cosa ho detto?” e poi seppi che era la verità»”. A volte il cuore conosce ragioni che la mente non ha ben chiare: dichiaratevi!
Lei ne sarà così felice da darvi in cambio un flusso d’affetto così intenso da stupirvi. Molti maschi cercano solo una “storia”, un’avventuretta condita solo di briciole d’intimità. Però è risaputo che le donne cercano sempre di più, vogliono un compagno, qualcuno che le ami e le ascolti, le consoli quando sono tristi, che accetti di essere al loro fianco e le accompagni sui sentieri della vita. Se cercate qualcosa di “minimalista” fatelo pure, ma nessuno vi obbliga a dichiararlo. Fate il primo passo, ingannatela autoingannandovi, spendete per l’investimento iniziale e poi godetevi gli interessi. Magari sentite solo un focherello, una scintilla, ma chi vi costringe a confessarlo?
Meglio una dolce bugia o una noiosa, sciapa, inutile verità?
A dire “non ti amo più” si fa sempre in tempo, cambiare idea non è reato, e allora finché potete, regalatele un’illusione, ve ne sarà enormemente grata.
Lasciatevi guardare dentro
Spesso si cerca una “fidanzata” perché solo lei sarà capace di entrarvi nel cuore, estrarre dalle vostre esperienze, dal tempo che passerà con voi, ciò che di emozionante è ancora lì nascosto. L’uomo in questione potrebbe compiere il suo “viaggio all’interno di se stesso”, anche chiacchierando con un amico, ma la donna è lì!
La state corteggiando, lei vi vuole, voi le piacete o non sarebbe lì, magari dentro un cinema, con voi. Voi siete dolce, siete per lei, e lei è calda, pronta ad accogliervi, a fare ponte con la vostra anima. Buttatevi, meglio addosso a lei che da un ponte!
Ma a “lei” chi glielo fa fare?
Diceva Woody Allen: “Io non mi iscriverei mai ad un club così miserabile da accettare tipi come me tra i suoi iscritti.” Ottimismo! Tirate fuori tutta la vostra autostima! Se la donna che avete scelto o incontrato per caso, vi dimostra un minimo di attenzione, se accetta di venire al cinema insieme a voi, se si ferma a chiacchierare e se si aprirà al vostro seme, è segno che le siete piaciuto. Perché lo fa, forse non lo sa neanche lei, ma lo fa. Molte lo hanno fatto per milioni e milioni di anni, o non eravamo qui a parlarne. Magari poi si scopre, dopo figli, nipoti e nozze d’oro, che ha scelto voi perché eravate il fantasma di suo padre. E allora: o tutti possono svolgere il ruolo di fantasma paterno, oppure quella donna con cui avete bramato e ottenuto un appuntamento, è lì, ed è unica. In quel momento (o meglio: in quel periodo della vostra vita) lei è tutte le donne del mondo perché è la sola a cui dedicate pensieri e desideri, a lei siete pronti a parlare col cuore in mano, forse a un’altra avreste raccontato di meno, nessuno lo potrà mai sapere.
Le agenzie matrimoniali
Purtroppo nessuno, tramite un articolo di giornale, potrà ottenervi appuntamenti (benché ci siano giornali di inserzioni e agenzie matrimoniali che vendono solo appuntamenti). Parliamo subito delle agenzie, il loro segreto è che sono molto più utili alle donne che agli uomini. Infatti per ogni quattro maschi che si iscrivono, c’è una sola femmina. Ciò significa che l’agenzia potrà organizzare molti più appuntamenti alle “lei” che ai “lui”. Se siete donne potete approfittarne, se siete maschietti vi tocca ricorrere alla celebre esortazione di Totò: “Arrangiatevi!” Oppure pagate la tassa di iscrizione alle agenzie. Queste invece – sempre a caccia di femmine per i loro numerosi clienti – non faranno pagare NULLA alle donne.
Se andate in “bianco
Per finire un consiglio a chi - fortunello! - si è già accoppiato. Se già state insieme da un po’ di tempo e lei una sera non ve la dà, è, il più delle volte, per un motivo banalissimo: c’è fretta, si sente non pulita, è deconcentrata, è ansiosa per altri motivi. Insomma la cosa non riguarda quasi mai la persona che viene rifiutata.
E’ chiaro che a voi la cosa da molto fastidio, un innamorato è sempre in “fregola” per definizione, ma guai a insistere in maniera noiosa. Tenetevi voglia e rabbia, e - ahime! - fate i signori. Incazzarsi non serve. Peggiora la situazione. Un vero uomo cerca di prenderla con filosofia, magari con l’aiuto di una doccia gelata.
Cascioli & Buzzi & de Manincor
 

Postato da: varechinaloredana a 17:35 | link | commenti (4) |

Sull'amicizia


Kahlil Gibran



E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.


Postato da: varechinaloredana a 01:53 | link | commenti (2) |

domenica, 30 gennaio 2005

 

La gentile ed accanita lettrice del suddetto blog Paladina Musone, ci ha inviato questo breve racconto.Corretto e riveduto da Wallace ve lo proponiamo in versione integrale.
 
La Fiction che ci mancava è finalmente pronta,
ed ecco arrivare nelle tua casa il trailer de:
I TRE POMPIERINI NELLA VALLE DEI PINI
 
Arrivano dappertutto con sprezzo del pericolo,
gli elementi del trittico infernale, AQUA FOCO
VENTO a noi non fan sgomento è il loro motto.
 
Prima puntata: Nella tranquilla corte campestre
di villetta, (usiamo un nome fittizio, ogni rife
rimento è puramente casule, i diritti sono sempre
riservati) Famiglia Spadacci ed inquilina del terzo
piano! In questa domenica premestruosa, arrivano
chiamati in soccorso Pompi_eri!
Venuti in aiuto, devono eliminare l’ingombrante Pom_pino
secolare che visto il peso della copiosa neve caduta,
nei giorni addietro rischiava di crollare rovinosamente
su strada statale Valle Nova! E su personal mini
rover!
Ma ecco i protagonisti della storia il Fattore:
Figura di sessantenne panciuto lo vedrete sempre
con le mani dietro la schiena in segno di compiacimento
 e nullafacezia...
La Comare:
Non appare nelle scene ma è una voce di fondo
ben presente, in più prepara il caffé e te pare
poco!
La Reporter:
Vigila dal terzo piano della villetta stile James Stewart
Hitchcocckiano, ma senza muovere una paglia!
 
I TRE PROTAGONISTI:
Pompiere capo: Il più attempato nome in codice
Mastro Ciliegia, visto suadente accento Bolognese
e vistose gote rosse tipiche del buon intenditore
di Lambrusco e Sangiovese rubicone!
Sa sempre quello che fare!
Pompiere in seconda: nome in codice Mangia
Fuoco, di imponente statura! Moro, mento voli
tivo, muschiato da ispida ma interessante barba
del giorno prima! Unico tallone d'achille, tende
a non rimanere in equilibrio sulle gambe a colonna
e ad aggrapparsi alle croniste, in mezzo ai piedi,
(imagginate con quale immenso imbarazzo
e dispiacere da parte di lei!Eh'!).
Ultimo ma non per coraggio e valore sul campo:
nome in codice Pinocchio, occhi da lucignolo,
segno ardore e veemenza, soprattutto per la
domenica de merda che deve passare!
 
Trama: Il Pino sta per cadere. Il fattore non sa
dove mettere le mani.
I Vigili tagliano il pino, ramo, per ramo, finchè
non rimane un bel obelisco e dove abita lei
tutto sta in posizione eretta anche le
corteccie morenti!
Momenti di suspance, uno! A Pinocchio, si
bagna troppo la sega che non parte, arriva
Mangia Fuoco con tutto il suo ardore Tira
la sega ma,non parte! L'esperienza è
sempre l'esperienza Mastro don Ciliegia interviene 
con mano ferma, e con una botta
sola ma decisa si continua a cesellare la pianta!
Qui ci vorrebbe l'intervento anche dei Fantasti
ci Cinque di La 7 ma sono impegnati nel capoluogo
 di provincia a casa di un certo L.
Seguiranno immagini in esclusiva.
 
 
 
 
 

Postato da: varechinaloredana a 12:42 | link | commenti (4) |

sabato, 29 gennaio 2005

Wally e Giovanni Lindo

Quante verità

Ormai non credi più
non credi che ci sia
un uomo diverso
indifferente ai soldi
agli onori e alla carriera
dal mondo della tua bottega
... un sognatore, un bimbo
un uomo attento ad altre voci
con altri desideri
altre regole, altri sogni

... un uomo diverso
con altri desideri
altre regole, altri sogni
un cercatore, un cuore
altre regole, altri sogni
quante piccole realtà
gratuitamente dà
silenziosamente... ama
... mai...
sui giornali

Gesti che non hanno
... mai...
mai pubblicità
ma che accadono si

Sogni e miracoli
io li ho visti
che si realizzano

... sognatori, bimbi
cuori attenti ad altre voci
con altri desideri
altre regole, altri sogni

... degli uomini diversi
con altri desideri
altre regole, altri sogni
cercatori, cuori
altre regole, altri sogni 

Luca Carboni

 

Postato da: varechinaloredana a 17:44 | link | commenti (5) |

Joe Natta : Cantore dell'Escremento

 

Sapete chi è Joe Natta? si per forza, se siete abituè di questo sito lo sapete, se siete nuovi lo saprete. Joe Natta è il simpatico ometto che musica e canta quasi tutte le canzoni di nonchiesto (tranne FLNdG che è di Miguel), ma Joe Natta è anche molto di più di questo, sicuramente più di quanto serva per meritare un articolo apposito.
Una cosa mi lega a lui, la passione per esprimersi a suon di sesso e volgarità, una cosa mi ci allontana, la stessa passione per esprimersi a suon di sesso e volgarità ...si perchè lui è un professionista in questo settore, mi surclassa 20 volte e gratta il fondo della tolleranza bigotta dentro ognuno di noi come nessuno avrebbe il coraggio di fare ...o meglio pochi avrebbero il coraggio di farlo a proprio nome, cognome e indirizzo (per i meno svegli, Joe Natta è solo un nome d'arte, ma lui certo non si nasconde, specie quando canta dal vivo).
Lui canta la merda, canta il cazzo e la figa, canta il sesso, canta gli stronzi (intesi come persone). Lui canta la sua vita, canta le sue donne e condisce con odio e sofferenza un umorismo che ci tira su il morale.
Lo conobbi virtualmente verso Dicembre del 2001 a seguito di una firma lasciata sul mio guestbook, fatta una visita al suo sito, scarno penoso e volgare, con pochi pezzi on line e certo non dei più brillanti, capii che era la persona giusta!
Svolti alcuni brani sui miei testi lo vedo migliorare di volta in volta e lo vedo fortunatamente non trascurare le sue produzioni. Questo ragazzo è un cantautore e ci offre a mio avviso quanto di più geniale si possa offrire in questo periodo: totale onestà, disinibizione e simpatia. Tante le canzoni degne di nota, troppe per citarle e abbastanza per stare giorni a scaricarsi mp3 e maturare la voglia di acquistare i 2 cd con migliore qualità audio e sopratutto pezzi inediti.
Ottenere i cd è facile, gli scrivete e ve lo spedisce in contrassegno a un prezzo utile al solo a pagarsi le spese.
Il primo cd
"Babbey Road" contiene fra le altre quella che io definisco la perla delle sue produzioni "fammi una sega" la struggente storia di un ragazzo che ha voglia di una sega ...no dico sul serio ci si immedesima tantissimo.
Il secondo cd "Risate straordinarie" brilla per gli spassosissimi intermezzi dei dialoghi fra lui e sua nonna, qualcosa di veramente geniale come le stesse canzoni della nonna Rolanda e la ricetta finale a sorpresa. Vi sto parlando di una signora di 92 anni che intona una canzone sulla "Voglia di cazzo" ricette a base di escrementi e prende per il culo suo nipote dicendogli che cel'ha piccolo ..no non è una pazza, è tutto in nome dello spettacolo.

I suoi Mp3:
www.joenatta.com trovate le sue canzoni di cui è autore esattamente qui
www.nonchiesto.it trovate le canzoni scritte da me nella nonchiesto radio
Ho avuto modo di parlarci per telefono (anche Luigi Coccia , che si è spacciato per Maramalli,patron della Panic Records), Joe è veramente un fuori di testa ma anche un tipo tranquillo. Se fosse per me lo farei suonare in tutti i locali d'Italia.Tra le altre cose è diventato estimatore dei Varechina Loredana. Brano preferito la mitica Famiglia Cristiana.

Postato da: varechinaloredana a 17:14 | link | commenti (1) |

FILM BIANCO

 

 
E viene giù come dal nulla,come nell’eternauta la soffice lenta lanuggine che uccide. E non mi esalta l’aspetto natalizio, non ci vedo niente di bello. E’ Natale di malinconia, lei non viene più,ho sempre pensato in circostanze attinenti alla neve oppure mio padre in Calabria, mentre faceva il soldato con il genio civile costretto ad abbattere il cane pastore di un contadino, tanto era il freddo e la paura. E poi immagino tutte le nevicate della mia piccola vita insignificante: dapprima quella in foto del 1956 che mio padre mi mostrava su Roma, un metro quasi dentro la città universitaria e poi quella del 1973,1980,1986,1988,1992,1996,1998,2001,ed infine questa che cade copiosa e che sembra non fermarsi mai. E tutto il mondo continua scendere giù in forma di stracciosa laniccia, perché il lento passino dell’universo non lasci traccia dei propri diamanti. E cosi penso a tutti i film nevosi della storia, primo di tutti L’ultima neve di primavera e poi La cosa venuta da un altro mondo, un film che non mi ha fatto dormire per settimane.Cime tempestose. Ed ancora voglio immaginare a quante giorni,mesi e settimane bianche non sono stato, su quante sciovie non sono salito, su quanti slittini non sono caduto,quante piste non sono mai sceso. Tante,tutte. Bianco è il colore della paura. Bianco è il sapore dell’odio e dell’impotenza. Bianco è il falso candore del mondo che tutto ricopre di nulla. Bianca è la cocaina rovina del mondo. Bianca è l’eroina, la morfina. Bianca è quasi ogni medicina. Bianca e mediocre è ogni gelida mattina. Bianca è la lingua del malato. Bianco è l’alito del freddo. Freddo è il bianco. Bianco è lo sforzo dello scalatore stanco. Bianco e vermiglio, mio unico figlio. E scende lenta la sofferenza nel mondo ,lento si sgomitola il dolore. E tutto è silenzio come la morte. E tutto bagna e gela in ugual misura. Affondo nel vuoto come ignara terapia.
E pianto e risa non hanno piu senso. Ne ha piu senso tutto questo.
E fuori ancora neve.
Wally

Postato da: varechinaloredana a 05:10 | link | commenti (8) |

venerdì, 28 gennaio 2005
Non ci posso credere!

 Mi sono svegliato,ho aperto la finestra....si è rimesso a nevicare!

 Mio dio non ce la faccio più!

Wallace visibilmente preoccupato


Ore 21:00_Via Castelli,8 Ripatransone

Postato da: varechinaloredana a 07:03 | link | commenti (8) |

giovedì, 27 gennaio 2005
Il sogno di tutta una vita

 Finalmente è arrivato, si chiama Giovanni Rarer ed è il mio sax contralto! Ed è anche uscito un pò di sole!

Giovanni dentro la stanza di Wallace


Ha finito di nevicare ma stà gelando tutto alla grande. Sono andato in giro a fare un pò di foto con il prode Perazza ed il Vespa. Meravigliosa la neve sopra le ginocchia. Ripatransone è in stato di allerta, sono caduti alberi secolari, alcune strade sono tuttora impraticabili. Il cielo è sereno, quindi domani andrò ancora a fare foto.

Wally

Postato da: varechinaloredana a 12:55 | link | commenti (5) |

QUOTA 40 E NON SMETTE!

Non c'e niente da fare, non smette, non smette. Anche stamani dovrò spalarmi la neve per uscire dal parcheggio. Ripatransone ha vissuto fino a ieri momenti di panico. E' stata letteralmente abbandonata al gelo e alla neve. Non si potevano attraversare le vie del paese! Sembra che anche ad Ascoli non scherzi (stanotte 40 cm.).Aspettiamo e vediamo che succede.Nel frattempo entro in letargo.

Wallace


IO GRIDO AL PLAGIO !

Credo che l'attuale congiunzione astrale non mi sia favorevole, ne con le donne ne tantomeno con tutte le altre attività interpersonali.

Che cosa hanno dovuto vedere i miei occhi quest'oggi?

Addirittura un tentativo di plagio al mio preziosissimo tomo.

Chiedo all'impostore _ma come ti sei permesso?_

_Secondo te questa sarebbe la donna che io sceglierei come testimonial del mio libro?_

Posso puntare al meglio, mi dispiace per questa biodina di terzo pelo, ma io ho in mente di puntare al massimo.

Dal Fermano ho avuto l'abboccamento per l'ingaggio di alcune splendide fotomodelle.

Quindi ARIA !

Purtroppo questa donna non è conforme all'utilizzo prefissosi.

Postato da: varechinaloredana a 08:06 | link | commenti (6) |

mercoledì, 26 gennaio 2005
Essere finti punk

Varechina Loredana in concerto_sabato 5 Febbraio 2005 _ 0re 21:00/02:00

San Benedetto del Tronto (Ap) _ PalaCoriandoli L'altraRadio Rock No_Stop

P.zza Caduti del Mare _ Manifestazione live dedicata alle band emergenti


Essere finti punk, ma che significa? Significa concepire canzoni come queste:

QUESTIONE DI RESTYLING 

 

Bella!

Tu sei bella, tanto bella

Brava!

Tu sei brava in quelle praticchette

Che ti fanno onore

Prendi le pinzette

E zac

 

Is maybe line in NY

 

Cara!

Oh quanto mi sei cara

Io vorrei stasera

Uscir con te

E fare tante belle cose

Sotto la mia canottiera

E zac

 

Is maybe line in NY

 

Gira il mondo gira

Nello spazio senza fine

Con gli amori

Ancora morti

Con i fiori crisantemi

Con le palle sei santoni

Coi santoni con sei palle…

 

Il mondo non è un prodotto

Piu fecondo,

la luna ruota tutt’attorno

trallallalà……

 

But this is

The make up of make up artists

wallace: un finto punk anche lui

Postato da: varechinaloredana a 13:21 | link | commenti (6) |